Il Brasile, Rio in primo luogo, ispira immagini di spiagge da sogno: sabbiose, ampie e lunghe, bagnate dalle acque oceaniche, dove bambini divertiti giocano partite di calcio spettacolari. Questo è il cliché del turismo balneare brasiliano. Esiste però un’altra anima del Paese carioca, meno nota, più selvaggia e intensa. Si tratta di Belém, la capitale dello stato di Pará nel Nord del paese, prima colonia portoghese dell’Amazzonia, chiamata la “porta dell’Amazzonia” per via della sua particolare posizione geografica.

brasile spiagge belém

La città si trova sulla foce del Rio delle Amazzoni, nel zona in cui l’immenso fiume si getta nell’oceano Atlantico. Insieme a Manaus, Belém è la città più importante della regione amazzonica ed è famosa per la moltitudine di alberi di mango che punteggiano i suoi viali, tanto da essersi aggiudicata un secondo soprannome: la città del mango. Belém è un luogo dalla forte attrattiva turistica sia per l’architettura in stile coloniale portoghese, con edifici e chiese dai forti colori accesi, sia per i musei e i parchi che la animano.

Punto di partenza ideale per lanciarsi alla scoperta della porzione orientale dell’Amazzonia, Belém (Betlemme derivato in portoghese) è rinomata soprattutto per l’esperienza di contatto diretto con la natura selvaggia della Foresta. La particolare esposizione geografica di questa città del Brasile determina anche un’offerta di turismo balneare del tutto fuori dal comune. Dimenticate le distese di sabbia bianca tipiche del Nord Est del Brasile: a Belém le spiagge sono fluviali, immerse i colori intensi della rigogliosa vegetazione.

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Belém, spiaggia fluviale

Veri e propri angoli di pace, bagnati dalle acque limpide. Per parlare delle spiagge più frequentate di Belém si deve necessariamente far riferimento alle isole che compongono due terzi del suo territorio. Di queste Marajó e Mosqueiro sono le più famose.

Quella di Marajó è l’isola fluviale più grande del mondo, bagnata dall’acqua salata dell’Oceano Atlantico e da quella dolce del Rio delle Amazzoni e del Rio Tocantins, che la separa da Belém. Marajó è immersa in una fittissima foresta pluviale e le sue spiagge, lunghe e incontaminate, sono palcoscenico della “pororoca”, fenomeno della formazione di onde gigantesche all’incontro tra le acque fluviali e quelle marine.

Marajó beach

Il periodo migliore per visitare l’isola va da luglio a dicembre, ovvero quello dell’estate amazzonica, quando le piogge sono meno frequenti. Non tutti sanno che Marajó è anche l’isola dei bufali per via degli allevamenti di bestiame che su sull’isola trovano le condizioni ideali.

Da Belém si raggiunge facilmente anche l’Isola di Mosqueiro (ilha do Mosqueiro), vero e proprio gioiello bucolico dell’Amazzonia. Distante circa 80 km dalla capitale, su quest’isola è possibile rilassarsi sulle magnifiche spiagge fluviali. Chapeu Virado è uno dei punti turistici più ambiti dell’isola, che con i suoi 17 km di spiaggia è tra le attrazioni più in voga. 

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