Santuari nascosti nella giungla, alberi che abbracciano interi edifici e bassorilievi di fama mondiale: inutile dilungarsi sul perché valga la pena visitare il sito archeologico di Angkor, il più importante della Cambogia e del Sud-est asiatico.

L’immensa area di Angkor racchiude i templi appartenenti all’antica capitale dell’Impero Khmer (IX e XV sec) e occupa ben 400 chilometri quadrati, srotolati sulla vasta pianura alluvionale compresa tra il grande lago Tonle Sap e il gruppo montuoso del Phnom Kulen. Siem Reap, la città costruita negli anni venti per far fronte all’aumento dell’afflusso turistico, è la base e il principale accesso al sito archeologico.

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Siem Reap

Angkor ospita oltre cento edifici religiosi ma solo una cinquantina sono aperti al pubblico e vederli tutti è un’impresa titanica. La visita al sito archeologico varia a seconda della tipologia di turista: c’è chi predilige una rosa di templi a cui dedica un giorno, chi preferisce allungare la permanenza di due o più giorni e chi, invece, si trattiene per settimane, alla scoperta di ogni angolo del sito, senza mai vedere la stessa cosa. Ad Angkor è impossibile annoiarsi, anzi, è ben probabile che questo percorso tra luoghi spirituali cambi per sempre il viaggiatore che sappia uscire da sé per entrare in contatto con la sacralità del posto.

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Ma come scegliere i templi da visitare e stabilire il percorso? Innanzitutto vale la regola dell’arrivare preparati: documentarsi prima di visitare Angkor è sicuramente il modo migliore per ritagliarsi la personale esperienza, senza rimanere delusi. Bisogna poi tenere presente che i templi non sono tutti uguali e non è detto che quelli più famosi siano meno suggestivi dei templi minori, anzi!

Infine ricordarsi che, soprattutto durante la stagione estiva, il percorso può essere duro per il caldo e l’umidità che si uniscono alle lunghe distanze. Il consiglio è quello di spostarsi tra i vari punti di interesse con il tuk-tuk, il mezzo tipico della zona, grazie al quale si avrà a disposizione l’autista che, in buona sostanza, oltre ad evitare di perdersi farà anche da guida locale.

Angkor Wat è indiscutibilmente uno dei templi da vedere. Si tratta dell’edificio religioso più grande del mondo, non a caso considerato l’ottava meraviglia. Circondato da un grande fossato, il tempio è davvero mastodontico: è composto, infatti, di gallerie concentriche, cortili e cinque grandi torri. Un paio d’ore si spenderanno per la visita di Angkor Wat.

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Angkor Wat

Bayon è il secondo tempio per importanza, famoso per le grandi facce in pietra raffiguranti Jayavarman VII, il re che lo fece erigere. Il luogo più pop e famoso è Ta Prohm, tempio scenario del film Tomb Rider. Angelina Jolie a parte, si tratta di una zona davvero singolare e mistica grazie alle enormi radici degli alberi che si insinuano fin dentro i santuari. Un secondo percorso è quello che comprende il tempio-montagna Pre Rup, il Preah Khan e il Neak Pean ma i circuiti meno turistici riservano anch’essi emozioni inaspettate.

Bayon

Ci sono, inoltre, dei templi molto distanti dal cuore del sito di Angkor che valgono la pena dei lunghi spostamenti come nel caso dei complessi Roluos, Beng Mealea immerso nella giungla, Kho Kher e Preah Vihear, meraviglioso tempio al confine con la Thailandia e tristemente noto per essere conteso tra i due paesi.

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