Craco, lo splendido “paese fantasma” della Basilicata, è in provincia di Matera. Il paese svetta sulla roccia, a metà strada tra l’Appennino Lucano e il Mar lonio, tra i monti e il mare, tra colline costeggiate da imponenti calanchi: profondi solchi scavati nel terreno cretoso dalla discesa a valle delle acque piovane. Percorrendo una serie di tornanti all’improvviso, sorprendendo la vista, appare Craco con la sua Torre Normanna che sembra faccia da vedetta.

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L’antico borgo medioevale in provincia di Matera è stato abbandonato a causa del progredire di una frana tra il 1959 e il 1972. Nel 1963 il paese iniziò ad essere evacuato e parte degli abitanti si trasferì a valle, in località Craco Peschiera. Nel 1972 un’alluvione peggiorò ulteriormente la situazione e, dopo il terremoto del 1980, Craco vecchia venne completamente abbandonata.

Malgrado l’esodo forzato, Craco è rimasta intatta trasformandosi in un paese fantasma. Nel 2010 il borgo è entrato nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dalla World Monuments Fund.

Craco, foto del 1960

Il comune, nella realizzazione di un piano di recupero del borgo di Craco, ha istituito un percorso di visita guidata lungo un itinerario messo in sicurezza, che consente di percorrere il corso principale del paese fino a giungere a quello che resta della vecchia piazza principale sprofondata nella frana.

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Un secondo itinerario, inaugurato nel 2012, permette di addentrarsi nel nucleo della città fantasma. Nonostante l’abbandono di Craco vecchia da parte della sua popolazione nel 1963, il paese “fantasma” ancora racconta il suo passato a quanti lo visitano.

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Craco, Palazzo Grossi

Percorrendo il corso principale del paese si raggiunge la vecchia piazza e di lì ci si addentra nel nucleo del borgo. Dei palazzi nobiliari attorno a cui la città si espandeva nel XV secolo, nei pressi della chiesa madre, si nota subito palazzo Grossi con i suoi affreschi a motivi floreali. Poi ci si imbatte nel palazzo Carbone, della fine del Quattrocento e rinnovato e ampliato nel Settecento, con un ingresso monumentale.

The Passion, 2004

Accanto a quello che un tempo era Palazzo Maronna svetta il torrione del XIII secolo, che la gente del posto chiama “Castello”, di cui si conservano ancora l’originale portale d’ingresso e la torre con splendide finestre. Tale è il fascino di questo borgo che Mel Gibson vi ha girato la scena dell’impiccagione di Giuda in “The Passion”.

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