Testimonial della Costa di Baunei e dell’intero Golfo di Orosei, Cala Goloritzé è come un sogno dal quale non vorremmo mai svegliarci. Una minuscola spiaggia nascosta dove mare e monti si incontrano creando un’armoniosa combinazione.

Cala Goloritzé si trova lungo la costa di Baunei, dove per venti miglia di natura incontaminata le falesie lasciano spazio a meravigliose insenature fatte di ciottoli e sabbia bianchissima. E questa è una di loro. È un’oasi naturale protetta dall’inquinamento e dalla presenza dell’uomo, data la particolare posizione di cui gode: celata tra le scogliere rocciose del Golfo di Orosei, la piccola spiaggia è oggi raggiungibile solo via terra.

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Cala Goloritzé vista dall’alto

Dal 1989 è vietata la navigazione nello specchio d’acqua circostante (fino a trecento metri dalla riva) con qualsiasi tipo di imbarcazione e via terra esiste solo un modo per arrivarci: percorrere a piedi il sentiero di Baccu Goloritzé (più di un’ora di camminata). Tutto questo ha, inevitabilmente, ristretto la cerchia dei visitatori e preservato la bellezza e la purezza di questa spiaggia.

Lo spettacolare arenile è stato dichiarato “Monumento Naturale” della regione Sardegna nel 1993 e “Monumento Nazionale Italiano” nel 1995, premi entrambi meritati in virtù dell’unicità del luogo: l’incontro tra l’aspro e roccioso litorale con un mare fatto di trasparenze e colori indescrivibili genera un paesaggio senza paragoni dove il tempo è scandito solo dalla melodie delle onde.

Il tutto arricchito da formazioni rocciose davvero scenografiche, frutto della natura e dell’erosione atmosferica: un arco roccioso che si tuffa in mare e una maestosa “Guglia” di pietra che sovrasta la spiaggia dai suoi centocinquanta metri di altezza. E lo spettacolo che ne deriva è assolutamente unico.

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Cala Goloritzé è una delle spiagge (giustamente) più fotografate dell’Ogliastra ed è stata inserita dagli utenti di TripAdvisor nella top ten delle spiagge più belle d’Italia. Fino agli anni Ottanta, era frequentata soprattutto dagli appassionati di free climbing, tra cui i primi furono Manolo e Alessandro Gogna, mentre oggi, oltre a raccogliere amanti del trekking e delle arrampicate, è diventata una meta molto gettonata del turismo balneare e di chi ama la natura incontaminata (e la Sardegna).

Viene spesso chiamata il “piccolo gioiello della Costa di Baunei” , e in effetti potremmo paragonarla proprio ad un piccolo diamante che, a seconda delle diverse angolazioni, mostra luci e colori nascosti. Duecento metri a nord della spiaggia principale esiste la cosiddetta “spiaggia delle sorgenti”, chiamata così per le acque dolci che sgorgano naturalmente in mezzo agli scogli. Un piccolo ma prezioso valore aggiunto che non tutti conoscono.

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