È situato nella città di Bassano del Grappa ed è considerato uno dei ponti più caratteristici d’Italia. Per le sue origini antiche è anche detto Ponte Vecchio. Sabotato nel 1945, il 3 ottobre del 1948 venne inaugurata la ricostruzione voluta dagli Alpini, e per questo si conquistò il nome di Ponte degli Alpini. Stiamo parlando del Ponte di Bassano.

ponte vecchio di bassano del grappa fiume brenta alpini

È il ponte dedicato alla memoria dei soldati che durante la Prima guerra mondiale attraversandolo salivano sull’altopiano dei Sette Comuni, teatro per oltre tre anni di dure battaglie. Per molti di noi è quello di “sul ponte di Bassano noi ci darem la mano e un bacin d’amor…”

Le prime testimonianze sul Ponte Vecchio di Bassano risalgono al 1124 e al 1209. In quel periodo si rese necessario costruire un ponte che collegasse le due sponde del Brenta. Nel corso dei secoli il ponte, originariamente coperto in legno, subì danneggiamenti e ricostruzioni. Fu oggetto di contesa con i vicentini tra il XIII e il XIV secolo. Nel 1450 fu ricostruito, ma alla fine del secolo versava di nuovo in cattive condizioni.

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L’esercito francese incendiò il Ponte Vecchio di Bassano nel 1510. Nel 1524 fu rifatto in pietra e nel 1531 in legno. Una piena del 1567 ne causò un’ulteriore distruzione e la ricostruzione  fu affidata all’architetto Andrea Palladio. Nell’estate del 1569 il Palladio presentò un progetto di ponte in legno che richiamava la struttura precedente.

Andrea Palladio

La struttura palladiana era tuttavia più avanzata tecnologicamente, tanto che il ponte resistette per quasi duecento anni crollando, infine, a seguito della piena del Brenta del 19 agosto 1748. Lo storico ponte di Bassano del Grappa durante l’800 fu ricostruito più volte sul progetto architettonico ideato da Andrea Palladio.

Dopo essere stato calpestato dalle truppe italiane del generale Cadorna durante la prima guerra mondiale, il ponte venne raso al suolo il 17 febbraio del 1945. Fu una azione di sabotaggio eseguita da un gruppo di 15 partigiani e che costò due vittime durante l’esplosione e altre tre di rappresaglia ordinata dai nazisti. Fu ricostruito per volontà degli alpini e il nuovo ponte venne inaugurato il 3 ottobre 1948.

Nel 1966, e poi nel 2010, il ponte subì gravi danneggiamenti in seguito alle piene del Brenta. Dal 2015 l’Amministrazione bassanese, aiutata da finanziatori privati e ancora una volta dagli alpini, ha avviato i lavori di restauro per salvaguardare l’antica struttura.

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