Seguendo il ‘fil rouge’ tessuto da Andrea Camilleri, lasciata Catania la tappa successiva è Ragusa. Chi non conosce la Sicilia certamente resterà sorpreso da questa città tranquilla, organizzata e signorile, sia nella parte nuova che nel nucleo antico della Ragusa Ibla. Il consiglio è un giretto di giorno nella parte nuova della città, tra i negozi e l’ordinato passeggio, poi, appena tramonta il sole, utilizzando l’efficiente servizio navetta che parte dal centro della città nuova e arriva all’ingresso della Ragusa antica e viceversa, scorrazzare per le strade dell’antica città.

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Vista di Ragusa Ibla


In Sicilia sulle tracce di Montalbano

A Ragusa Ibla tutto è un fiorire di architettura superba, atmosfera magica, ma soprattutto di vita siciliana, una meraviglia che incanterà tutti i sensi. Un consiglio è quello di cenare o un aperitivo (siculo) nella bellissima piazza della Ragusa “nuova”.

Dopo una giornata di relax ragusano, complice la bella stagione, si può decidere di prendere un caffè con Montalbano andando nella sua “fantastica” casa, che ovviamente non si trova nella città di fantasia, Vigata, ma a Punta Secca, località del comune di Santa Croce Camerina, a una ventina di minuti di auto da Ragusa città. Si tratta di un borgo molto piccolo e suggestivo e ordinato, in cui Camilleri ha situato la casa di Montalbano, con la terrazza più invidiata d’Italia, che si tuffa proprio nel mare.

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La casa di Montalbano

Tuttavia, per una nuotata indimenticabile è preferibile fare qualche chilometro in più e tuffarsi nelle acque della riserva naturale di Vendicari, dove si trovano le spiagge di Calamosche o Marianelli – solo per citarne alcune – che sono tra le più belle spiagge della costa ionica.

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Vendicari, spiaggia Eloro

Quando ci si trova da queste parti non si può certo rinunciare a fare una tappa, anche breve, a Modica, dove tra vicoletti suggestivi che si inerpicano sulle ripide stradine che avvolgono come una scala elicoidale la cittadina, si possono gustare le scacce ragusane e soprattutto il celeberrimo cioccolato. Questo va però mangiato nelle botteghe ferme nel tempo, dove ancora è possibile trovare chi a mano incarta uno a uno i preziosi dolci lingotti.

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Modica

Altra meta imperdibile, non solo per gli amanti dell’arte barocca siciliana, è Noto. Si tratta di una perla la cui bellezza dei monumenti non può essere decritta, unica possibilità è affrontare il viaggio e vivere l’esperienza. Il consiglio è di non scegliere un periodo troppo caldo per visitare questo gioiello architettonico, viste le temperature elevate che qui si raggiungono. In ogni caso per chi non si lascia scoraggiare dal caldo, c’è sempre la possibilità di una granita alla mandorla, da sorbire lungo il corso che conduce alle scale del duomo.

Ultima, solo in ordine espositivo, è Siracusa, città tra le più belle del mediterraneo, non a caso nel 2005 dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. La splendida isola di Ortigia su cui in parte si sviluppa la città, è un lembo di terra di circa un chilometro quadrato, e costituisce il nucleo più antico. L’isola è collegata alla terraferma da due ponti percorribili anche a piedi, mentre il centro dell’isoletta è quasi esclusivamente pedonale, o visitabile utilizzando l’apposito servizio pubblico.

Ortigia

Siracusa è uno scrigno con incomparabili tesori, contando testimonianze inestimabili dall’arte greca classica al barocco, e come dimenticare il meraviglioso acquario tropicale di Siracusa con la sua flora lussureggiante.
Ora non ci resta che rientrare a Catania per salutare questo angolo di paradiso mediterraneo, ma solo per dire arrivederci al nostro commissario.

In Sicilia sulle tracce di Montalbano. Parte prima: Catania

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