A pochi chilometri da Milano, in provincia di Brescia, ai confini tra Veneto e Lombardia, c’è un borgo incantato in un castello medievale che sorge su una penisola direttamente sul Lago di Garda. Sirmione che, per la bellezza del paesaggio che la circonda, si fregia con diritto del titolo di “Perla del Garda”.

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Sirmione ha origini storiche molto antiche e lo si deduce dai resti delle capanne costruite su palafitte risalenti all’Età del bronzo. Successivamente anche i Romani si appassionarono alla bellezza del borgo, facendone un luogo di vacanza. A documentarlo sono i ruderi di una grandissima villa, le Grotte di Catullo, che conserva affreschi risalenti al I e II secolo a.C. Vicino ai ruderi c’è un piccolo museo che ospita i reperti archeologici e le ricostruzioni della Villa romana.

Grotte di Catullo – scorcio

A Sirmione si arriva facilmente in auto oppure in treno fino a Desenzano che è il nodo ferroviario più importante del Lago di Garda. Si può optare anche per l’aereo potendo scegliere tra tre aeroporti nel giro di 30 km: Verona, Bergamo e Brescia. Tuttavia, bisogna tenere presente che per entrare a Sirmione occorre lasciare l’auto al di fuori delle mura, infatti il centro storico non consente l’accesso alle macchine.

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Raggiunte le mura del borgo si scopre la bellezza del posto ammirando subito il Castello Scaligero e la sua Darsena. Oltre ai resti della villa del poeta latino Valerio Catullo, c’è da vedere Villa Callas che fu la dimora estiva della indimenticabile soprano e che nei mesi estivi ospita importanti eventi musicali.

Chiesa di San Pietro in Mavino

Percorrendo i vicoli del borgo ci si imbatte poi nelle chiese di Santa  Maria Maggiore e di San Pietro in Mavino. Caratteristiche sono anche le passeggiate sul lungolago: dal percorso delle Muse, che dal centro storico arriva alla più importante spiaggia di Sirmione, per poi passare per il Lido delle Bionde fino all’escursione al Faro che porta alla spiaggia di punta Staffalo. 

Da non perdere le Terme, già famose all’epoca romana per le acque sulfuree curative che sgorgano calde dal fondo del Garda. Risale al 1890 l’apertura del primo centro termale. Infine, la sera il borgo si illumina come una piccola Parigi, con locali notturni e bar per tutti i gusti aperti fino a tardissimo.

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