Scenario devastante quello descritto da un’analisi elaborata da Demoskopika sul settore turistico italiano, che rischia di essere piegato dall’emergenza sanitaria in atto. Sono oltre 40mila le imprese del comparto turistico a rischiare il fallimento a causa della perdita di solidità finanziaria alimentata dalla crisi sanitaria del coronavirus. Il che vuol dire anche una contrazione del fatturato di almeno 10 miliardi di euro. Ma anche perdita di oltre 184mila posti di lavoro.

La previsione muove il suo ragionamento anche sui primi tre mesi di questo 2020, periodo nel quale 7mila imprese hanno chiuso i battenti. Si tratta, segnala Demoskopika, del peggiore bilancio della nati-mortalità del sistema turistico dal 1995 a oggi. Sono i primi effetti del coronavirus ul turismo italiano “nella quasi totale assenza di provvedimenti mirati per la ripresa del sistema turistico da parte delle istituzioni ai vari livelli”.

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Nel primo trimestre 2020, illustrano i dati del sistema Unioncamere-Infocamere, si conteggiano ben 6.843 imprese in meno contro un calo di 6.035 nel 2019 e di 5.560 nel 2018.

Sul fronte occupazione vuol dire che un addetto su dieci rischia di ritrovarsi senza lavoro. Sarebbero poco più di 184mila i posti che andrebbero in fumo come diretta conseguenza della chiusura definitiva dal mercato di migliaia di imprese del settore turistico italiano.

Scissi per regione, le previsioni parlano di poco meno di 31mila posti bruciati nel sistema turistico della Lombardia, seguito da Veneto (-18.597 addetti), Lazio (-18.095 addetti), Emilia-Romagna (-16.823 addetti) e Toscana (-14.302 addetti). A seguire, Campania (-12.643), Piemonte (-11.158 addetti), Puglia (-10.092 addetti), Sicilia (-9.629 addetti) e Trentino-Alto Adige (-7.537 addetti).

Al di sotto di questa soglia ci sarebbero Liguria (-6.307 addetti), Sardegna (-5.778 addetti), Marche (-5.082 addetti), Abruzzo (-4.079 addetti), Calabria (-3.906 addetti), Friuli Venezia Giulia (-3.846 addetti). Infine Umbria (-2.625 addetti), Basilicata (-1.289 addetti), Valle d’Aosta (895 addetti) e Molise (667 addetti).

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