Sono circa tremila le aziende turistiche che operano in Puglia a non aprire per l’estate 2020. Troppe incognite sulle presenze turistiche scoraggiano soprattutto le piccole e medie imprese del settore. La Puglia, quindi, non fa eccezione rispetto alle previsioni su scala nazionale, che indicano fino a 82mila posti di lavoro ‘bruciati’ dalla pandemia di coronavirus.

Tuttavia, Puglia e Sardegna sembrano essere le due regioni italiane più reattive sul fronte turistico. Come illustra una indagine ad hoc di Marketing01, tra i migliori 30 Google Premier Partner del mondo, ci sono segnali di ottimismo già dalla metà di maggio. Le ricerche sul web per informarsi su vacanze in Puglia stanno crescendo a un tasso di circa il 23 per cento a settimana, spiega Marketing01.

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“Durante i mesi del lockdown le ricerche dell’utente medio sono cresciute mensilmente del 130 per cento circa, ma erano quasi tutte rivolte a piattaforme di streaming o e-commerce”, chiarisce Paolo Bomparola, fondatore di Marketing01. Aggiunge che dalla seconda metà di maggio la rete evidenzia un desiderio di rirpendere a viaggiare e di non rinunciare alle vacanze nonostante limitazioni, difficoltà e ansia del periodo.

“Il 65 per cento delle ricerche online sono relative a destinazioni turistiche, luoghi da visitare e strutture ricettive. C’è, ovviamente, ancora un po’ di paura, perciò, soprattutto in caso di turisti esteri, si cercano molte informazioni online anche circa lo stato dei contagi e delle misure adottate al fine di contenerli”, conclude lo studio di Marketing01.

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