Il turismo tra le principali vittime della pandemia di coronavirus. È l’allarme lanciato dal World Travel and Tourism Council (Wttc) secondo il quale il settore potrebbe, a livello globale, 197,5 milioni di posti di lavoro. Uno scenario possibile se le restrizioni di viaggio e le misure di quarantena saranno mantenute fino a dopo l’estate 2020. La cifra indicata è quasi il doppio (+96 per cento) dei 100,8 milioni di posti di lavoro stimati nella precedente analisi dello stesso ente di categoria.

L’analisi del Wttc mette anche in evidenza una forte escalation della perdita economica per l’economia mondiale, stimando che l’impatto di restrizioni di viaggio prolungate potrebbe anche spazzare via il contributo del settore al Pil globale, che è pari a 5,543 miliardi di dollari (4,873 miliardi di euro).

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E non è tutto, perché, aggiungono gli analisti, nel peggiore dei casi gli arrivi internazionali a livello globale subiranno un calo del 73 per cento e del 64 per gli arrivi nazionali. Rimuovendo le restrizioni di viaggio in tempi utili, però, si potrebbero salvare 99,3 milioni di posti di lavoro e le perdite economiche raggiungerebbero i 2,686 miliardi di dollari (2,36 miliardi di euro).

“La ripresa del turismo sarà ritardata dalle forti restrizioni, in quanto emerge da uno dei periodi più punitivi della sua storia, e oltre alle compagnie aeree, ne soffrirà l’intero ecosistema dei viaggi, compresi milioni di Pmi”, ha dichiarato Gloria Guevara, presidente e Ceo del Wttc. Gli hotel, le destinazioni, le agenzie di viaggio e altri, ha concluso, saranno “devastati” dall’effetto domino economico delle prolungate restrizioni agli spostamenti.

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