Ha ispirato il film d’animazione della Dreamworks Animation, “Madagascar”, con i suoi intrepidi protagonisti e scene naturali che si rifanno all’ecoambiente del paese. Anche lo scrittore Antoine de Saint-Exupèry ne è rimasto impressionato, dandoci “un assaggio” dei baobab malgasci nel suo capolavoro “Il Piccolo Principe”. Insomma, una vera e propria ispirazione artistica, che negli ultimi anni ha acquisito tantissima popolarità come meta turistica. 

Il continente rosso, così chiamato per l’ingente presenza di ferro nel suo terreno, è uno stato insulare che galleggia nell’Oceano Indiano, al largo della costa orientale dell’Africa. Quando parliamo di Madagascar ci riferiamo, più precisamente, a questo complesso di isole ed arcipelaghi, anche se l’isola principale, quella più grande, si chiama allo stesso modo. L’isola di Madagascar è la quarta isola più grande (e bella) del mondo, si trova a 400 chiulometri dal Mozambico e viene anche chiamata “arca di Noè” per la particolare storia geologica che la riguarda.

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Si ritiene, infatti, che circa 140 milioni di anni fa si sia staccata dall’Africa, portando con sé, proprio come una grande barca, animali e piante che negli anni hanno continuato a svilupparsi in “isolamento”, costituendo, oggi, uno dei patrimoni naturali di flora e fauna più ricchi ed unici del mondo (alcuni diventati Patrimonio Unesco). Un vero e proprio paradiso terrestre nella natura incontaminata di foreste, formazioni rocciose, spiagge ed arcipelaghi bellissimi, e barriere coralline. 

L’isola è una meta perfetta per chi privilegia un ecoturismo, anche se la povertà di infrastrutture e mezzi di trasporto mette a dura prova la pazienza del viaggiatore. Per questo, è consigliabile sempre affidarsi ad una guida. Il Madagascar è ricco di attrazioni turistiche, ma alcune sono veramente imperdibili:

1. VIALE DEI BAOBAB (Rue des Baobabs)

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Il Viale dei Baobabs è una strada sterrata rossastra che, in 200 chilometri di tragitto, collega Morondava a Belo Sur Tsiribihina, ed è uno dei must del Madagascar, un’immagine che sicuramente si vede spesso sulle riviste o sul Web. Il viale è costeggiato da alberi giganteschi di baobabs, che, per la cultura locale, sono i sacri Alberi della vita (delle 8 specie mondiali, 6 si trovano proprio qui). Possono raggiungere anche i 30 metri di altezza e sono una risorsa anche “alimentare” per gli abitanti del posto: sia foglie che frutti sono commestibili, come per esempio per la zuppa di kuka.

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2. NOSY BE

Nosy Be si trova nella costa nord-occidentale dell’arcipelago ed è l’isola più grande dopo l’isola “madre”. Rappresenta un po’ l’isolotto più turistico del Madagascar, sia per il clima temperato e per le spiagge poco profonde, ideali per i bagnanti, sia perchè dotata di un proprio aeroporto direttamente collegato all’Italia, quindi facilmente raggiungibile.

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Rappresenta in pieno la biodiversità del Madagascar, con laghetti vulcanici nell’entroterra (non balneabili perché dimora di molti coccodrilli), i caratteristici lemuri, gli animali tipici del Madagascar golosi di banane, ed un tesoro di fauna sottomarina con pesci pagliaccio, pesci balestra, barracuda, stelle di mare, anemoni, delfini e balene. Regala dei panorami mozzafiato arricchiti dal profumo intenso delle spezie che vi si coltivano, come cacao, zafferano, cannella, e soprattutto la vaniglia: il Madagascar è il primo produttore al mondo di vaniglia. 

3. NOSY IRANJA

Uno dei luoghi più iconici e suggestivi di questo meraviglioso “continente” è quello che ritrae l’incontro tra le due isole sorelle Nosy Iranja Be e Nosy Iranja Kely, collegate da una lunga striscia di sabbia bianca lunga circa 2 chilometri che diventa visibile (e percorribile) solo durante la bassa marea.

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I due isolotti sono una vera e propria riserva naturale, perché le loro spiagge sono i nidi in cui tartarughe e granchi da cocco depongono le loro uova. Ecco perchè Nosy Iranja è anche chiamata l’isola delle tartarughe. Una leggenda racconta che le due isole, in realtà, rappresenterebbero due giovani amanti separati per sempre da un malvagio sacrilegio.

4. AMPANGORINA

Ampangorina è un delizioso villaggio di pescatori nell’isola Nosy Komba, l’isola dei lemuri, dove avrete la possibilità di entrare in contatto con questi “peluche” dagli occhi magnetici. Urlando maki maki al vento, infatti, le guide locali hanno come “abituato” i lemuri macaco ad avvicinarsi agli umani per ricevere un gustoso bocconcino di banana, concedersi per qualche scatto fulmineo, per poi scappare via e tornare nel loro habitat.

Passeggiando lungo i sentieri sterrati del villaggio, costeggiati da tende e tovaglie ricamate stese all’aria, rimarrete affascinati dalle numerose boutiques di prodotti di artigianato locali, come maschere e borse in rafia, ma soprattutto dal ritmo di vita della gente del posto scandito soltanto dal rumore delle onde. Un luogo distante anni luce dalla nostra quotidianità frenetica. 

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